Esprimere se stessi
Esprimere se stessi

Ogni volta che mi trovavo in riunione, osservavo gli altri discutere. I temi mi sembravano banali, i colleghi e capi passavano il tempo a dibattere su cose che a mio avviso erano scontate e mi chiedevo perché non arrivassero a delle soluzioni tutto sommato ovvie. Negli ultimi due posti di lavoro sono sempre stato escluso dalle decisioni, vedevo dei colleghi diventare capi, nonostante non avessero la mia esperienza e le mie competenze e nonostante prendessero decisioni discutibili. Spesso sbagliavano, mi chiedevano consigli, mi delegavano attività, si prendevano i meriti ed io rimanevo in ombra. Mi chiedevo quando sarebbe arrivato il mio momento, non mi mancava nulla, ai miei capi ho sempre chiesto di essere maggiormente coinvolto, di farmi svolgere compiti più sfidanti. Ma le mie richieste sono sempre state inevase, rimanevo al mio computer a preparare analisi che poi venivano presentate da altri in riunione, persone che nemmeno capivano la logica con cui erano state costruite. Sono una persona ambiziosa, desidero fare carriera e, ad essere sincero, mi piace anche comandare. Sogno di fare il capo, di guidare un mio gruppo di persone, di fissare obiettivi, di prendere decisioni, di vedere riconosciuti i frutti del mio lavoro. Non contento della mia situazione lavorativa, ho deciso di cambiare lavoro. Ho dato le dimissioni e sono stato convocato in ufficio dal grande capo che mi ha accolto per capire quali erano le mie ragioni ed io gliele ho dette tutte. Lui molto candidamente mi ha risposto che io sono molto alto (sono altro 1.98) ma che spesso ci si dimentica di me, che essere capo non è una targhetta che si ha sulla maglia ma è un ruolo che si conquista. Questa frase è stata uno sberlone in faccia per me, mi sono sentito turbato, scosso, ero incredulo, mi ha fatto riflettere sul fatto che molto probabilmente avevo un ruolo nel mio insuccesso.

Mi sono rivolto ad un counselor perché mi rendo conto che non posso cambiare lavoro continuamente ma che c’è qualcosa che va cambiato nel mio modo di agire se voglio avere successo. Per prima cosa ho vinto la mia paura ad esprimermi apertamente durante le riunioni, dire la mia opinione, esporre le mie idee e, perché no, accettare le critiche.

Filippo